Nello Letrari se ne è andato e la Confraternita della vite e del vino lo piange come uomo e come amico, ancor prima che come enologo di talento.
Era entrato nella nostra associazione, nata del 1958 al termine della 22° Mostra dei vini del Trentino, fin dai primi anni e ne aveva seguito l’attività non solo in qualità di socio, ma anche di membro capitolare. E il Capitolo ha sempre trovato in lui l’appoggio che veniva dalla sua grande esperienza e i suggerimenti che venivano dalla sua profonda preparazione.
Era stato allievo dell’Istituto agrario di S. Michele, ma agli studi scolastici aveva fin da subito affiancato la cultura dal vivo, quella che respirava – giovane diplomato da poco – girando nei Paesi storicamente vocati, la Francia prima di tutti, dove la terra dava linfa alle vigne e ispirazione a chi le coltivava con amore e competenza.
Su queste basi Lionello Letrari, diventato enotecnico della cantina Bossi Fedrigotti, diede vita alla creatura che gli procurò la prima grande soddisfazione professionale, quel Fojaneghe entrato sul mercato con il botto. Era un bordolese d’alta qualità e gli intenditori non battevano ciglio di fronte al prezzo molto alto in confronto a quello di tutti gli altri vini che il Trentino era abituato a produrre.
Ma la storia di questo personaggio è già stampata da tempo, ha annotato i suoi successi e la sua voglia di guardare avanti, come fece quando insieme ad altri quattro ex allievi di S. Michele mise in bottiglia l’Equipe 5 andando a stuzzicare con un ottimo spumante metodo champenois i palati più raffinati.
Dalla Confraternita Nello si era ritirato pochi anni fa perchè si sentiva un po’ stanco. Ma gli amici non lo hanno mai dimenticato, qualche volta facevano una piccola incursione nella sua cantina dove lui li accoglieva con un bellissimo sorriso del quale non era prodigo, riservato ai momenti che gli riscaldavano il cuore.
Lo ricorderemo così, grande e grosso e buono. Un prezioso compagno di viaggio.
Sandra Tafner
Confraternita della Vite e del Vino Trentino