4 giugno – terre del gorgonzola, intermezzo al ristorante la Torretta, riserie del vercellese e cena alla trattoria “allo stadio”
Antichi latifondi monastici e due mondi produttivi legati all’acqua : dalla buona erba,il buon latte ; dalle marcite, il miglior riso.
Cameri è a 8 km da Novara e 50 da Milano
Etimo:
-campo di Marte?
-Da Cambra = Cam + Bram , due condottieri Celti?
-Castra Marii dall’ accampamento di Mario per lo scontro con i Celti : probabile
Oh! Per arrivare alla LATTERIA SOCIALE di CAMERI girovaghiamo per più di mezz’ora non trovando il sovrappasso giusto: sapore di ridicolo, a pensare che in questa brughiera venne realizzato la prima pista per aerei in Italia, ma anche….. sapore speciale, ai primi assaggi di gorgonzola dolce e il verde ( l’antico formai strachim )
Nel simbolo della latteria ci sono due aerei F 104 che sfrecciano ai lati della torre di Novara, forse a ricordo della prima trasvolata ( 1924 ) sopra i 4300 m del massiccio delle Alpi.
Come ad Arco, patria di Gianni Caproni ,si imbastirono i primi aerei di legno e tela ( importata da Vienna ) e da quegli stabilimenti vennero nel dopoguerra la Hurth e oggi la DANA così a CAMERI
è attivo uno stabilimento oggi della Alenia Aermacchi.
Veniamo al ” gorgonzola ” che viene prodotto artigianalmente come una volta (e stagionato a contatto del legno ) con materia prima la cui ” qualità ” nasce in campagna e nella stalla
Con pettini di ottone si buca la forma ( che viene – per il consumo – tagliata a metà e poi in 4/4 ) e nei fori entra l’aria che fa germinare le spore di penicillium che sono già dentro il latte ,quel micelio che è ” assimilabile ” ad un antibiotico
Per questo il verde fa bene, è come un medicamento e così abbiamo sbancato lo spaccio
acquistando decine di chili di morbido ed erborinato,Taleggio e Toma blu.
È il caseificio cooperativo più antico del Piemonte ( 24 febbraio 1914 ) , lavora 350 Qli di latte al dì, fornito da 19 soci con stalle da 60/70 capi ciascuna.
Chi non ha fatto con noi il tour della Lomellina ( e ha perso una occasione unica ) si rifaccia,parzialmente, andando alla LATTE TRENTO che distribuisce i loro prodotti

< nonostante l’ora tarda viva sempre la BONARDA
e se ancora l’è bonora , n’altro litro cara siora >
Pranzo ” di lusso ” ,come dicevano una volta
Ricordo a memoria: il vitello tonnato, gli agnolotti al sugo d.’arrosto , il fritto misto piemontese e un dolce replicato e tanta,tanta BONARDA!
Ci accoglie in tenuta ” la Colombara ” il Mario personaggio felliniano sui 75 anni , secco come una arringa , vivace e verboso, un fiume di ricordi e citazioni , un po’ senza collegamenti e sequenza logica , come in fondo deve essere stato in quei tempi e in quelle lande , il susseguirsi di invasioni,catastrofi,alluvioni, terremoti, scorribande e massacri , in mille e più anni di cronaca e storia.
I monaci ,le abbazie ,gli ordini religiosi dai Benedettini e Clunensi ai Cistercensi e perfino i Templari, per scopi ed in forme diverse, ma con un unico fine, trasformano brughiere e paludi in marcite e campi da riso, smaltendo le acque in eccesso attraverso canali,rogge, colatori e gore , un sistema idraulico e geometrico che affascinò un grande esperto come Carlo Cattaneo.
< Le terre più uliginose sono mutate in risaie ; onde sotto la stessa latitudine della Svizzera abbiamo stabilito una coltivazione INDIANA >
Osservo: il nostro parallelo , però , non è quello dell’India.
E mi domando: lo sviluppo dell’ultimo secolo è stato lungimirante,qualitativo,cautelare?
Ma non è che questo percorso , per i secoli passati legittimo, doveroso e virtuoso,oggi ci è scappato di mano e , non più controllato, ci si sta rivolgendo contro?
Vi lascio questi interrogativi, per passare alla foto della mondina Silvana Mangano : a quel compasso di gambe – per dirla alla Albertazzi – che sono…… la prova della esistenza di DIO !!!
Le mondine venivano dal ferrarese,dal mantovano, da porto Tolle, le ultime dal meridione.
Acquistiamo il celeberrimo ” Acquarello “, grazie al quale tutti siamo destinati a prender qualche stella!
Peccato che la visita a quell’ autentico trittico di corvée medievale ( adunata delle mondine ad opera dei caporali, trapianto e monda del riso nell’acquitrino, fiumana di donne negli scioperi di protesta ) sia stata troppo breve .
Così , non abbiamo avuto la possibilità di avere molte informazioni di prima mano da uno degli ultimi superstiti di un secolare, ” servile ” sistema di coltivazione, cessato negli anni ’60.
Di fretta alla Abbazia di Luceglio , Principato di nome e non di fatto ,feudo dei Monferrato.
I Cistercensi della Borgogna sono immessi nel possesso nel 1123 e si diffondono nelle zone paludose e boscose creando altre abbazie per filiazione con distacco di gruppi di 12 monaci ed un Abate
Bonificano,disboscano, creano canali, spostano acque, rendono fertili terreni aridi, trasformano e portano sussistenza e modelli architettonici di corte chiusa, autonoma è sufficiente.
Decadenza a partire da metà del 1400.
Luceglio passa all’ordine Mauriziano di Torino e con Napoleone viene annesso alla Francia
Visitiamo l’edificio, oggetto di restauro non proprio filologico per usi anche mondani ( per far cassa ), di stile romanico- lombardo gotico di tipica architettura cistercense .
Anche qui comperiamo diversi tipi di riso ( ottimo il Carnaroli usato per il ” risot giald ” )
Cena alla trattoria allo Stadio ( due stelle in meno che alla Torretta , forse perché molto ” tesi ” )
Tartara di manzo, vitello tonnato piemontese, agnolotto con asparagi verdi, tagliata gasso a alla griglia. Buona la bonarda .